JERUS-IT-ARTS International Contest
Music, Dance, Performing and Visual Arts

Il contest ha invitato alla creazione di opere artistiche e performative capaci di riflettere, interpretare o rendere visibili le connessioni storiche e contemporanee tra l’Italia e Gerusalemme e, più ampiamente, nell’area del Mediterraneo.
La call ha portato alla selezione di 4 contributi che promuovono il dialogo interculturale, riconoscono e valorizzano la diversità e generano narrazioni artistiche nei campi della musica, della danza e della videoarte.
I partecipanti al concorso saranno celebrati in un evento online l’8 aprile prossimo. Segui i nostri canali social per partecipare all’evento e dialogare con gli artisti.
The selected projects
Mahmoud Abuwarda
Sonata Fantasia for solo cello
Mahmoud Abuwarda è un compositore e chitarrista di Gaza che vive a Istanbul.
Il pezzo per violoncello solo, composto da Mahmoud Abuwarda appositamente per JERUS-IT-ARTS, si colloca all’incrocio tra diverse tradizioni. Il lavoro fonde una struttura di matrice classico-occidentale con inflessioni melodiche e ritmiche ispirate alle tradizioni musicali orientali, trattate non come citazioni letterali ma come parte integrante del tessuto musicale del brano.
L’opera dimostra una forte aderenza al tema del progetto, articolandosi su molteplici registri espressivi e rivelando la propria profondità emotiva a un ascolto ripetuto.
Dal punto di vista compositivo, la partitura presenta una scrittura consapevole. La scelta di adottare un approccio puramente strumentale, privo di testo, consente all’identità dell’autore di emergere in modo implicito, offrendo una prospettiva più astratta e universale.

Yousef Sakhnini
Music composition for piano solo
Yousef Sakhnini è un musicista palestinese che vive ad Haifa.
Il suo progetto consiste in una composizione originale per pianoforte solo, strutturata in quattro miniature, che rappresentano diversi aspetti caratteriali di Gerusalemme: Voices Beneath the Ground (eco del passato), Inside the Walls (conflitto e assedio), Beauty in Jerusalem (spiritualità e bellezza che fioriscono dalla tensione) e Layers upon Layers (una fuga polifonica che simboleggia la stratificazione storica).
La musica è intensa, profonda e accuratamente elaborata, rivela una solida tecnica compositiva e un linguaggio stilistico capace di unire con successo elementi musicali provenienti dall’Italia e da Gerusalemme.
Dal punto di vista compositivo, l’opera evidenzia un forte controllo formale attraverso la struttura in quattro movimenti, integrando forme classiche quali la forma-sonata, l’A–B–A e la fuga, e affiancando a ciò una ricerca timbrica originale, in particolare mediante l’inserimento di scale modali arabe nella scrittura pianistica.
La dimensione narrativa risulta altrettanto convincente: ogni miniatura è accompagnata da una descrizione approfondita e non stereotipata, che offre una lettura sfaccettata della città e rivela una notevole sensibilità sia nell’approccio artistico sia nello sviluppo narrativo.

Chiara Geraci
Elaia
Chiara Geraci è danzatrice e allieva di composizione all’Accademia Nazionale di Danza.
L’opera presenta una performance di danza che utilizza l’ulivo come simbolo di dialogo tra le culture del Mediterraneo.
La sua forza simbolica viene deliberatamente messa in discussione, rivelando l’incapacità di tale simbolo di impedire sofferenza, morte e distruzione.
La narrazione si sviluppa attraverso una successione incalzante di immagini evocative che alternano speranza (il ramo d’ulivo inserito in una bottiglia e affidato alle sponde del Mediterraneo), violenza e perdita (i corpi delle danzatrici cadute) e dialogo interculturale (i gesti sacri che incorniciano l’inizio e la fine della performance).
La tensione sonora, unita a un linguaggio corporeo espressivo ed evocativo, genera un’atmosfera intensa in cui momenti di conflitto e violenza si alternano a momenti di rilascio, riflettendo efficacemente la condizione del Mediterraneo come spazio segnato da frattura e speranza.
L’opera è strutturata con grande cura. L’uso dello spazio e l’interazione tra i corpi risultano coerenti e ben controllati. Coreografia e musica operano in stretta sinergia per affrontare e sviluppare molteplici temi delineati dal progetto, incoraggiando la riflessione e il dialogo interculturale, in linea con gli obiettivi del concorso.

Andrea Strizzi
Toccare il suono - Impronte sonore
Andrea Strizzi è uno scultore e decoratore nato a Giussano, che ha messo al centro del suo lavoro l’interazione tra disegno, scultura e musica. L’opera che propone a JERUS-IT-ARTS è un percorso musicale e tattile inciso sulla creta, materiale caratteristico del Mediterraneo. L’opera materializza la relazione tra percezione tattile e uditiva attraverso l’interazione dello spettatore, invitato a toccarla, ascoltando contemporaneamente i suoni prodotti durante l’azione performativa.
Il video funziona principalmente come documentazione ed estensione di un’esperienza artistica dal vivo e partecipativa. L’opera è concepita come un processo aperto, in cui l’atto generativo dell’incidere segni nella creta viene ripetuto e attivato dal pubblico, consentendo ai partecipanti di costruire percorsi personali attraverso le incisioni e i suoni corrispondenti. Questo approccio, pensato per coinvolgere più sensi e accessibile anche a un pubblico non vedente, apre a modalità di fruizione diversificate e rappresenta una significativa esplorazione del tema dell’inclusività.

