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Geometria variabile: un assetto sperimentale per lo studio degli insiemi di canne d'organo.

Nell'ambito del progetto di ricerca dedicato allo studio delle canne d'organo in bronzo appartenenti al Tesoro di Betlemme, probabilmente risalenti al XII secolo e conservate a Gerusalemme presso il Museo Studium Biblicum Franciscanum, si è reso necessario approfondire il ruolo svolto dalle canne multiple negli organi medievali, ovvero due o più canne identiche associate a ciascun tasto.

Le circa 250 canne del Tesoro possono infatti essere suddivise in gruppi di canne apparentemente identiche, ovvero canne all'unisono.

Come è noto, il suono maestoso degli organi a canne di ogni epoca e stile si ottiene associando a ciascun tasto diverse canne che suonano all'unisono, all'ottava, alla quinta e alla terza.

Di particolare interesse per la presente ricerca è il registro Voce Umana, che ha rappresentato una significativa innovazione timbrica negli organi italiani a partire dalla fine del XVI secolo.5

È caratterizzato da un suono ondulatorio e da una qualità spiccatamente vocale, ottenuta mediante due canne per tasto che suonano quasi all'unisono, ovvero con un leggero effetto di battimento.

Data l'importanza di questo registro, gli studi organologici si sono concentrati principalmente sul caso di sole due canne vibranti, tralasciando l'effetto sul suono prodotto da un numero maggiore di canne – una configurazione documentata da numerose fonti iconografiche raffiguranti organi medievali.

L'iconografia medievale non solo attesta l'uso di due o più canne identiche per ogni tasto, ma le mostra anche ammassate in spazi estremamente ristretti, in contrasto con la prassi tradizionale di costruzione degli organi, che raccomanda un'adeguata spaziatura tra le canne per garantire una produzione sonora stabile.

Sono pertanto necessarie ulteriori ricerche per comprendere la tipologia sonora risultante.

Configurazione sperimentale.

Per indagare la reale fattibilità di strumenti con più canne disposte come suggerito dalle fonti iconografiche, e per studiare sia le loro caratteristiche sonore sia i limiti di compattezza strutturale, è stata progettata e realizzata una configurazione sperimentale a geometria variabile, in grado di riprodurre da una a sei canne per tasto.

Il dispositivo è costituito da un ventilatore elettrico e da un sistema a mantice a pressione regolata che alimenta una cassa del vento elettromeccanica. Grazie all'utilizzo di piastre di montaggio e tubi flessibili, le canne possono essere disposte sulla cassa del vento secondo diverse configurazioni spaziali, variando liberamente la distanza tra di esse e l'orientamento delle loro bocche. Le canne sono alimentate e attivate singolarmente tramite un pannello di pulsanti che controlla i solenoidi situati all'interno della cassa del vento.

Le dimensioni della configurazione sono: 90 cm (altezza) × 50 cm (larghezza) × 50 cm (profondità).

 

Indagine sul suono: regime all'unisono e quasi all'unisono.

Utilizzando la configurazione sperimentale a geometria variabile, è innanzitutto possibile verificare se la presenza di canne silenziose poste in prossimità di canne che suonano all'unisono generi fenomeni di battimento.

È inoltre possibile studiare il contributo acustico di gruppi di canne accordate in perfetto unisono, verificando l'eventuale insorgenza di interferenze o instabilità al di sotto di una distanza minima.

Analogamente, nel caso di gruppi di canne accordate quasi all'unisono, è possibile determinare se il suono oscillante dovuto al battimento acustico persista anche a distanze molto brevi, o se la predominanza degli effetti di accoppiamento riporti il ​​sistema verso l'unisono o generi instabilità al di sotto di una soglia di distanza critica.

Queste indagini si basano sugli studi condotti da Walter Chinaglia su organi medievali con due canne per tasto, inclusi sia organi portativi che positivi. Tra questi, merita una menzione particolare l'organo, con due canne per tasto, raffigurato nella Bibbia di Stephen Harding (Monastero cistercense di Cîteaux, Francia), risalente al secondo decennio del XII secolo e quindi contemporaneo alle canne del Tesoro di Betlemme.

Infine, si ritiene che gli esperimenti condotti con questa configurazione possano contribuire a chiarire se le canne replicate presenti nel Tesoro di Betlemme debbano essere interpretate come se suonassero insieme, all'unisono o quasi all'unisono, e quale potrebbe essere la spaziatura e la configurazione ottimali.

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