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Valeria Marcolin

Valeria Marcolin è un'esperta italiana di politiche culturali, cooperazione internazionale e industrie culturali e creative (ICC), con oltre 25 anni di esperienza in Italia, Francia, Europa e Africa. Attualmente è condirettrice di Culture et Développement (Parigi) e membro dell'Expert Facility UE-UNESCO per la Convenzione del 2005 sulla diversità delle espressioni culturali. Il suo percorso professionale – dal coordinamento del Festival Italiano del Teatro di Parigi e dell'Union des Théâtres de l'Europe alla guida della società civile a livello globale per la Convenzione UNESCO del 2005 – collega l'ecosistema culturale italiano a quello internazionale. Ha diretto studi di fattibilità e programmi multimilionari per AFD, EU-INTPA, UNESCO, UCLG e ministeri africani – dalla riqualificazione di centri culturali alla progettazione di agenzie culturali nazionali, fino alla prefigurazione del Programma di cooperazione Africa-Europa 2025-2028. Per i progetti italiani, la sua competenza può essere mobilitata lungo cinque assi strategici: (1) progettazione e acquisizione di finanziamenti europei e internazionali per la cultura, il patrimonio e le industrie culturali e creative; (2) governance partecipativa di hub creativi e terzi luoghi radicati nei territori, sperimentata a Bondy, Brazzaville e Abidjan; (3) cooperazione decentrata tra regioni e comuni italiani e partner euro-mediterranei e africani, sfruttando la sua esperienza presso l'UCLG; (4) supporto strategico alle istituzioni accademiche e culturali italiane in materia di internazionalizzazione, già in corso con l'Accademia di Belle Arti di Brera per la digitalizzazione partecipativa del patrimonio immateriale in zone di emergenza e di conflitto; (5) Servizi di formazione e consulenza per ministeri, comuni, fondazioni e università in materia di politica culturale, Convenzione UNESCO del 2005 e cultura come leva per l'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile.

Nell'ambito del progetto Jerus-it-arts, ha supportato l'Accademia di Belle Arti di Brera nella definizione del quadro concettuale e metodologico di "VIM – Valigia Immateriale", una metodologia di salvaguardia del patrimonio immateriale sperimentata su tradizioni musicali a rischio nei territori palestinesi. Ha co-organizzato due panel internazionali durante il seminario conclusivo del progetto, finalizzati a esplorare le sinergie con partner istituzionali italiani, europei e internazionali per garantire la capitalizzazione a medio e lungo termine dei risultati. Il suo contributo si è concentrato sulla comunicazione internazionale e sulle relazioni pubbliche, sull'allineamento strategico dei risultati del progetto con le politiche e i programmi culturali e di sviluppo in Italia e all'estero, e sull'individuazione di partner strategici per il progetto.

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