Sviluppo di un setup sperimentale a geometria variabile per lo studio di insiemi di canne d’organo

Mercoledì 27 maggio, dalle 18:30 alle 20:00

Auditorium della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, Milano

Partecipazione gratuita su invito
R.S.V.P. a: progetti@fondazionemilano.eu
entro il 25 maggio 2026

presentazione e costruzione a cura di Walter Chinaglia,
Claudia Caffagni, moderatrice

 

Introduzione.
Nell’ambito del progetto di ricerca dedicato allo studio delle canne di bronzo appartenenti al Tesoro di Betlemme, risalenti probabilmente al XII secolo e conservate a Gerusalemme nel Museo dello Studium Biblicum Franciscanum, si rende opportuno un approfondimento sul ruolo svolto dalle canne multiple negli organi medievali, cioè due o più canne identiche associate a ciascun tasto.
Infatti, le circa 250 canne del Tesoro, possono essere suddivise in gruppi di canne tra loro apparentemente uguali, cioè unisone.
Come noto, negli organi a canne di ogni epoca e stile le combinazioni timbriche sono ottenute associando ad ogni tasto più canne suonanti contemporaneamente, all’unisono, in ottava, in quinta e in terza.
Di particolare di interesse per la presente ricerca è il registro Voce Umana, che ha rappresentato la novità timbrica degli organi italiani a partire dalla fine del ‘500.1 Lo caratterizzano il suono oscillante e il carattere nettamente vocale, ottenuti con due canne per tasto suonanti quasi all’unisono, cioè leggermente battenti.
Data l’importanza di questo registro, le conoscenze organologiche si sono incentrate sul caso di due sole canne battenti, lasciando ad oggi inesplorato l’effetto sul suono dovuto a un numero maggiore di canne, configurazione documentata da numerose fonti iconografiche di organi medievali.
L’iconografia medievale non solo attesta l’uso di due o più canne identiche per tasto, ma mostra le stesse stipate in spazi assai angusti, in contrasto con la prassi costruttiva tradizionale che raccomanda di distanziare opportunamente le canne per garantire un suono stabile.
Si rendono pertanto necessari approfondimenti per capire la tipologia di suono risultante.

 

Il setup sperimentale.
Per indagare la fattibilità reale di strumenti con canne multiple disposte come mostrato dall’iconografia, studiarne il tipo di suono e il limite di compattezza, è stato ideato e costruito un setup sperimentale a geometria variabile, in grado di far suonare da una a sei canne per tasto.

Il dispositivo consiste in un elettroventilatore e un mantice a pressione d’aria regolabile che alimentano un somiere elettromeccanico. Grazie a vassoi e tubi flessibili, è possibile disporre le canne sul somiere secondo varie geometrie spaziali, variando a piacere la distanza tra esse nonché l’orientamento delle bocche. Le canne sono alimentate individualmente e attivate tramite
pulsantiera che comanda i solenoidi ubicati nel somiere.

Le dimensioni del setup sono: 90cm (altezza) X 50cm (larghezza) X 50cm (profondità).

 

Indagini sul suono: i regimi di unisono e quasi-unisono.
Con il setup sperimentale a geometria variabile è possibile innanzitutto verificare se la presenza di canne mute poste in prossimità di canne unisone suonanti crei fenomeni di battimento.
Si può poi sperimentare il contributo al suono dovuto a gruppi si canne accordate perfettamente all’unisono, verificando eventuale insorgenza di interferenze o instabilità al di sotto di una distanza minima.
Analogamente, nel caso di gruppi di canne accordate quasi all’unisono, si può verificare se il suono oscillante dovuto ai battimenti acustici persista anche a distanze ravvicinate, oppure se il prevalere di fenomeni di accoppiamento riconduce all’unisono o genera instabilità, al di sotto di una distanza minima.

Queste ricerche si innestano in studi condotti da Walter Chinaglia nel caso di organi medievali con due canne per tasto. Si tratta di organi portativi2 e di organi positivi. Tra questi si cita l’organo raffigurato nella Bibbia di Stephen Harding (Monastero Cistercense di Cîteaux, Francia, risalente alla seconda decade del XII sec., quindi coeva alle canne del Tesoro di Betlemme), con due
canne per tasto.

Si ritiene infine che le esperienze condotte con questo setup possano aiutare a capire se le repliche della stessa canna presenti nel Tesoro di Betlemme siano da intendere come suonanti insieme, all’unisono o quasi-unisono, e quali possano essere le distanza e configurazioni ottimali.

 

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Foto di copertina a cura di Tommaso Rabuffetti.

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